Cosa bolle in pentola?

Sempre in sella

lunedì 19 settembre 2016

18.09.2016 - Raduno a Casale Monferrato

Foto di gruppo

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Immancabile appuntamento di fine estate, quest'anno ancora più sentito, per via dell'amicizia col Club di Casale, suggellata dal gemellaggio celebrato questa primavera.
Da qualche anno, il terzo di settembre è il weekend di Casale. Due giorni trascorsi nella città piemontese per un triplice appuntamento: la celebre festa del Vino, la mostra scambio ed il grande raduno organizzato dal Vespa Club Monferrato.  
Così il sabato raggiungiamo Casale in auto per visitare il mercatino relativo alle auto ed alle moto d'epoca; la domenica, invece, vi ritorniamo in Vespa per il raduno. 
Così è stato anche quest'anno, sebbene sabato le previsioni meteorologiche volessero scoraggiarci; noi per fortuna siamo tenaci e ormai diffidenti, così decidiamo di valutare direttamente al mattino.
Qualcuno di noi si sveglia con la pioggia. Ma verso ovest il cielo è azzurro e promette sole.
Un plauso a Gianky, che con la sua PX del Settantesimo, nuova fiammante, non si è affatto scoraggiato ed ha affrontato i primi chilometri sotto la pioggia. Il primo raduno con la sua bellissima PX!
Tra Vigevano e Mortara il gruppo va completandosi - peccato per l'assenza del Peppo, bloccato dalla forte pioggia a Rho - ritrovando poi il Gio direttamente a Casale. Una volta posteggiati i mezzi, i dodici Leggendari sono pronti per l'iscrizione. Ritroviamo alcuni amici del Club di Casale, coi quali scambiamo subito qualche battuta.

martedì 13 settembre 2016

11.09.2016 - Valle d'Ayas

Leggendari al Lago di Villa




... 
Missione compiuta! Dopo mesi di attesa possiamo dirlo. Finalmente abbiamo portato a compimento l'intenzione di andare a trovare il nostro Francesco, che da tempo ci aveva invitato a tornare nella sua Valle d'Aosta.
A luglio un funesto colpo di maltempo aveva fatto saltare i nostri piani; settembre, con un clima tipico di luglio, ci ha messo una pezza e così la gita ha avuto luogo.
E che gita! Francesco ci ha ospitato in un posto senza eguali, ha organizzato una eccellente grigliata e davvero non ha lasciato nulla al caso.
Personalmente sentivo l'urgenza di individuare una domenica nel corso di settembre, con la consapevolezza che il tempo non sarebbe stato clemente a lungo. E così la seconda domenica di settembre è la data eletta. Purtroppo non tutti riescono ad essere liberi per questa domenica: si cercherà di rimediare, ma intanto questa giornata è stata spesa nel migliore dei modi.
Ritrovi di primo mattino, sparsi qua e là, per riunirci tutti a Vercelli alle otto e trenta. Per arrivare lì, lunghi rettilinei fra le risaie. E molti altri ci attendono. Ma sappiamo che questo affanno sarà ricompensato dai bei paesaggi della Valle.
Arriviamo dopo le 11 a Verrés, dove troviamo Francesco ad attenderci.

venerdì 9 settembre 2016

Le Vie del Centro / 2 - Flaminia

Castelluccio di Norcia, presso il valico alle porte della Piana

  
.La Via cosiddetta Flaminia, fu costruita nel III secolo a.C. dal console Gaio Flaminio Nepote, quale arteria strategica per il collegamento di Roma con l'Adriatico e con l'area settentrionale della penisola Italia. Fu oggetto, in età imperiale, di costanti interventi manutentivi, a dimostrazione della sua importanza. Da Roma, essa giungeva a Rimini, dove incontrava la via Emilia, della quale ho già parlato in precedenza.
Da qui riparte il nostro viaggio, che ora prevede un significativo tratto in superstrada, sulla nota E45. Nota più che altro per la scarsa qualità del manto stradale, che tuttavia è stato decisamente migliorato in tempi recenti.
Lasciamo l'Agriturismo, con un pizzico di dispiacere per non essere restati qui più a lungo. Sono già passate le nove e trenta. Procediamo verso Cesena. Da qui l'E45 si inoltra nel pieno dell'Appennino Romagnolo; abbandona dunque l'ultimo lembo di pianura, con un paesaggio che si fa via via più montuoso, caratterizzato da boschi di conifere alternati a pascoli verdissimi.
Un paesaggio aspro, che ha richiesto la costruzione di numerosi viadotti e l'apertura di non poche gallerie stradali.
Qui, dal monte Fumaiolo, trova origine il Tevere, che attraversa un lungo tratto della Penisola per giungere a Roma. La sorgente si trova nel territorio comunale di Verghereto, un tempo nella provincia di Arezzo, e dal Ventennio parte della provincia di Forlì, per volere di Benito Mussolini che poté così vantare d'avere il sacro fiume nella terra che gli diede i natali.
L'E45 sfiora così svariate province: Forlì-Cesena, Rimini, Arezzo, per giungere infine a quella di Perugia. Il paesaggio si fa più dolce, s'allarga attorno a noi la pianura. È l'Umbria, «cuore verde d'Italia» che, complice la stagione estiva, si è vestito di una tinta biondeggiante. 
È da poco passata la una del pomeriggio, quando ci fermiamo per un rifornimento nei pressi di Perugia. Bisogna pensare al pranzo. Perché non inaugurare il nostro soggiorno umbro con una «Torta al Testo»?
TripAdvisor anche questa volta ci dà buone indicazioni. Scegliamo «Testone», un fast food... autoctono che cucina questa prelibata specialità. Si trova a Santa Maria degli Angeli, presso Assisi, quindi un poco a sud del capoluogo.
Divorata la torta, ripartiamo verso la nostra destinazione: Campello sul Clitunno, ad una manciata di chilometri da Spoleto, dove prendiamo posto in una bellissima dependance, presso «Villa Soda». I padroni di casa ci accolgono con grande cordialità. Hanno inoltre preparato un po' di buon cibo per noi!
Abbiamo ancora una buona fetta di pomeriggio a disposizione, decidiamo così di recarci subito a Spoleto.

lunedì 29 agosto 2016

28.08.2016 - Pianello Val Tidone


   
Da qualche tempo sapevamo che, a fine agosto, ci sarebbe stata la cinquantunesima festa del cotechino in quel di Pianello Val Tidone.
Potremmo mancare? Assolutamente no!
L'appuntamento è a Lacchiarella alle dieci e dieci, buono: non mi tocca la levataccia.
Al mattino, al risveglio, fa già caldo, terribilmente caldo, poi quel senso fastidioso di umidità.
Una polo, il giubbettino leggero, la cam; i preparativi per la Freccia Ombrosa? Nessuno!
Parto sul prestino, tangenziale poco trafficata, uscita Corsico, ma io vado in direzione Trezzano; strada di campagna tra le risaie e in men che non si dica mi ritrovo a Binasco, dove incontro un centauro a bordo di una motocarrozzetta, lo saluto, lui contraccambia.
Dalla rotonda di Binasco a Lacchiarella il tragitto è veramente breve: arrivo al benzinaio, prestabilito come punto di ritrovo, con circa venti minuti di anticipo.
Poco male, parte del tempo la impiegherò per rifornire la Vespa che nel frattempo era rimasta in riserva, accidenti a quanto beve monofascia!
Entrano ben sei litri e mezzo, in effetti con l'aggiunta dell'olio, comprato a Pisa, il livello sfiora l'orlo del serbatoio.
Posiziono il mio PX all'ombra, in prossimità del "chiosco" del benzinaio, sistemo la cam sulla sella, in direzione dell'entrata dell'area rifornimento: tutto pronto per immortalare i Leggendari al loro arrivo.
Ben venti minuti senza vedere anima viva, secondo voi quando entra l'unica auto? Soprattutto, dove si fermerà?
Naturalmente si ferma proprio sulla linea cam-entrata, e quando? Due minuti prima che arrivino i Leggendari!
(quando si dice al posto giusto al momento giusto, beh per me vale il contrario!)

giovedì 25 agosto 2016

Le vie del Centro / 1 - Emilia



È davvero difficile iniziare il racconto di una così bella avventura nel giorno in cui il Centro Italia è stato così gravemente ferito da un terribile terremoto. Zone peraltro sfiorate nel nostro ampio itinerario e così simili ad altre che abbiamo visitato. 
Così l'elogio di questa nostra Italia, meditato per giorni, si fa doloroso e pregno d'angoscia: questo grande presepe a cielo aperto, scenario ideale di un viaggio in Vespa, è perennemente a rischio e forse sarà per sempre minacciato dalla natura ribelle del suolo che lo ospita.
Basta uno sguardo a grandi linee delle regioni attraversate: per gran parte nell'ultimo mezzo secolo hanno conosciuto fenomeni tellurici di grandi proporzioni; la restante, ahimé, ha fatto i conti con altri disastrosi eventi di dissesto geologico.
Questa è l'Italia: in gran parte delicata come un cristallo, e questo forse accresce la voglia di visitarla, di goderne, prima che qualcosa - anche l'incuria - ne dissipi l'immenso, prezioso patrimonio naturale, artistico, storico.
L'avventura cui ho fatto accenno è il lungo viaggio intrapreso da me, Mattia e Caterina in questo periodo di vacanze, sulla scia della bella esperienza dello scorso anno, in terra toscana.
MI permetto di snocciolare qualche dato:
- 8 regioni attraversate: Lombardia, Emilia-Romagna, Umbria, Marche, Lazio, Toscana, Liguria e Piemonte;
- 23 province toccate: Milano, Lodi, Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Forlì-Cesena, Rimini, Arezzo, Perugia, Macerata, Terni, Viterbo, Grosseto, Siena, Livorno, Pisa, Massa-Carrara, La Spezia, Genova, Alessandria, Pavia;
- 15 intensi giorni di viaggio;
- oltre 3200 km percorsi, prevalentemente sulla viabilità ordinaria, con qualche eccezione costituita da superstrade e tangenziali.
Un percorso attraverso il centro-nord del Bel Paese, fra luoghi già conosciuti ed altri per noi del tutto nuovi. Un itinerario che, non è un caso, si intreccerà più volte con direttrici di origine romana: percorsi ancestrali ma ancora in uso, nelle loro moderne rivisitazioni, che ci ricordano la storia millenaria del nostro Paese.
Così, voglio ripercorrere questo viaggio, passando attraverso queste antiche vie, che ancora oggi portano il nome che fu loro attribuito dagli antichi Romani.

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